Perché chiedere aiuto?

L’inizio di una psicoterapia, a volte, viene erroneamente vissuto come il passaggio da una condizione normale ad una condizione patologica, che necessita di una “cura”.

Una persona che sta affrontando una separazione, ad esempio, non presenta necessariamente disturbi psicopatologici, ma ciò non esclude che egli possa ugualmente aver bisogno di uno specialista che l’accompagni durante una fase significativa della sua storia personale, offrendogli l’opportunità di sperimentare all’interno di uno spazio protetto, come quello della relazione terapeutica, modalità relazionali efficaci, che poi potranno essere utilizzate nell’affrontare le difficoltà che ciascuno di noi vive all’interno delle relazioni significative, che accompagnano la propria storia.

Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta non è una sconfitta. Non si sta delegando all’altro il compito di risolvere il problema ma, al contrario, ci si sta mettendo in discussione, assumendosi la responsabilità di orientare consapevolmente il proprio processo di crescita personale.

Iniziare un tale percorso significa darsi l’opportunità di incontrare i propri limiti, riconoscerli e individuare le risorse necessarie ad affrontare in modo consapevole le situazioni che creano difficoltà e rendono faticosa l’espressione delle potenzialità individuali.

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta significa essere accompagnati in un viaggio di esplorazione nel nostro mondo interiore, incontrare la propria sofferenza che finalmente troverà uno spazio e un luogo in cui essere ascoltata, accettata e compresa.